Cecilia Orlandi è un commissario di polizia. Occhi verdi, capelli ricci, poca pazienza ma tanto intuito. Il suo commissariato si trova nel borgo immaginario di Roccia Marina, in provincia di Cosenza, ed è la che si svolge la sua indagine. Maurizio Righetti, cardiologo, viene ucciso sul suo yacht privato.
L’assassino è uno dei partecipanti alla gita in mare aperto da lui organizzata: ma chi tra la figlia Vittoria, la sua amica Clara, il genero Elio, il figlioccio Roberto e i due migliori amici Aldo e Jacopo?
Chi è Cecilia?
«Buongiorno commissario, grazie per aver accettato questa intervista. Ci racconta un po’ di lei e di quell’indagine sullo yacht?».
Cecilia Orlandi non sembra troppo a suo agio nel ruolo dell’intervistata, siede quasi sul bordo della seduta e lancia occhiate rapide attorno a sé. Deformazione professionale o timidezza?
«Non amo parlare di me. Preferisco fare i fatti, risolvere casi, essere l’azione, ma non al centro dell’attenzione, mi spiego?» una riccia ciocca ribelle si appoggia sulla fronte, ma lei la scaccia rapidamente.
«Comunque, il mio nome già lo sa. Classe ‘75, ma all’epoca di quell’indagine avevo 39 anni. È stato il mio primo caso “grosso”, me lo ricordo bene. Un omicidio commesso in mare aperto, sette persone su uno yacht, ma solo in sei sono tornati vivi al porto. Il signor Righetti ucciso da uno dei presenti alla gita. Non propriamente una bella cosa. Sono stati giorni febbrili, di interrogatori, di repertamento delle prove. È stato stimolante però. Faticoso, ma stimolante».
«E l’assassino? Chi era?».
Cecilia sorride felina «Se le racconto tutto, che gusto c’è a leggere il libro?»
